Recensione del libro: “La regina delle ombre”

di Kasfiya Oboni Howlader

22/02/2021

Autore del libro: Marcus Sedgwick

Un taglialegna di nome Thomas  si trasferisce, con il figlio Peter, in un piccolo villaggio di nome Chust, circondato da fitti boschi in una misteriosa regione dell’Europa dell’Est, la mitica Transilvania. Ma la tranquillità che credevano di avere s’interrompe con la notizia della morte violenta e inspiegabile di un uomo del villaggio, Radu, trovato impiccato ad un albero e sventrato: al cadavere mancava infatti il cuore. Tutti pensavano che si fosse trattato di un suicidio ma la realtà si rivelerà ben diversa. Infatti Radu ritornerà da non morto assetato di sangue… Riuscirà Peter a trovare il modo per salvare se stesso e i suoi amici dalla terribile maledizione che si è abbattuta sul villaggio?

Parto col dirvi che ciò che ho letto mi ha lasciato a bocca aperta, perché mi ha fatto scoprire un mondo che non conoscevo. Un mondo in cui i morti ritornano in vita. È un libro che mi ha fatto imparare che sia la morte che la nascita, sono due elementi fondamentali per la vita, in un cerchio infinito. È un romanzo molto emozionante, in alcuni momenti inquietante, che si collega a miti antichi e mette anche un po’ di brividi. Io lo consiglierei ai ragazzi che amano i libri horror come me.

Intervista im-possibile a… Galileo Galilei

Abbiamo intervistato il famoso padre della scienza moderna

Di Anna Elisa Guliciuc

27/2/2021

“Buongiorno! Buongiorno a tutti, e buongiorno anche a lei signor Galileo Galilei, è davvero un onore!”

“Buongiorno signorina! Sono molto felice di conoscerla, le devo dire che il vostro giornalino online mi garba molto, siete davvero molto bravi… anche a me sarebbe piaciuto avere questi mezzi, alla mia epoca!”
“Grazie, sono emozionata. Visto che è qui con noi, vorrei cogliere l’occasione per farle alcune domande.”
“Va bene, può procedere!”

D: La prima domanda che volevo porle è questa: perché non ha seguito la strada di suo padre? Le faccio questa domanda perché di solito nella vostra epoca, i figli seguono le orme del padre. Ma lei ha preso una strada totalmente diversa.
R: Come la gente sa, mio padre fu un bravissimo musicista e suonava il liuto; io adoro la musica ma mi sono appassionato moltissimo soprattutto alla matematica, all’astronomia e alla filosofia. Secondo me non si deve per forza seguire il percorso dei propri genitori, io amo aprire strade nuove.
D: Capisco, capisco. Mi piacerebbe saper come mai ha deciso di pubblicare la sua teoria che sostiene che è la terra a ruotare intorno al sole nonostante lei sapesse che queste parole contraddicevano la chiesa e le Sacre Scritture.
R: Ho deciso di pubblicare la mia teoria perché se fossi riuscito a convincere molte persone, se tutti avessero compreso l’importanza del mio lavoro pensavo che la chiesa non mi avrebbe condannato.
D: Ma alla fine lo ha fatto, purtroppo! Ora passiamo alla prossima domanda: come mai ha pensato di inventare il metodo scientifico?
R: Ho inventato il metodo scientifico perché prima, per studiare la natura, gli scienziati non utilizzavano gli esperimenti e quindi non potevano provare le loro teorie.
D: Scusi se la interrompo, potrebbe spiegarci anche in cosa consiste questo metodo? Per essere più precisa, ci può spiegare le fasi di questo metodo scientifico?
R: Certo! La prima fase è quella dell’osservazione: per iniziare si deve osservare bene un fenomeno e provare a descrivere quello che si è visto. Poi si deve creare un’ipotesi che spieghi ciò che si è osservato e studiato. Quindi c’è la sperimentazione e questa per me è la parte più interessante. Infine c’è la verifica, si deve provare se l’ipotesi è corretta altrimenti si deve rifare tutto da capo. Se invece è corretta, da quella ipotesi si trae la formula e si scrive una legge matematica.
D: Molto interessante, mi ha incuriosito. Un giorno penso che ci proverò. Riguardo a questo suo metodo,  provi a farci un esempio: ci può spiegare la legge del pendolo?
R: Va bene, va bene. Questa legge del pendolo l’ho concepita per la prima volta a messa mentre guardano un lampadario muoversi e dondolare (mi ero distratto, a voi non succede mai?). Comunque, osservando e sperimentando, ho scoperto che a parità di peso, la velocità di due pendoli dipende dalla loro lunghezza.

D: Ma è fantastico, non l’avrei mai detto, lei è davvero un genio, Galileo! Proseguiamo con domanda successiva: come si è sentito davanti al tribunale dell’Inquisizione? Ci può raccontare le emozioni che ha provato?
R: Sì, certo che posso, nonostante quell’esperienza mi abbia profondamente addolorato. Davanti a tutte quelle persone ho avuto timore, pensavo che da un momento all’altro mi avrebbero ucciso ma allo stesso tempo sapevo di avere ragione. Quando mi hanno fatto leggere la dichiarazione per negare i miei studi, quasi quasi non riuscivo a parlare e sudavo. E’ stato un bruttissimo momento. So che solo ai vostri giorni sono stato riabilitato, mi fa piacere.
D: Deve essere stato un momento tremendo, lo è per noi che non l’abbiamo vissuto! Passiamo ad una domanda meno triste: quando era giovane, le piaceva qualche sport?

R: Sì, mi piaceva muovermi. Di solito giocavo con gli altri bambini a palla, per esempio, calciandola o buttandola con le mani e osservavo dove finissero i rimbalzi, le traiettorie… altre volte facevo le gare di corsa; andavo a Firenze a guardare le partite di calcio fiorentino, davvero bei tempi…
D: Posso capirla, da piccola giocavo a palla e mi divertivo molto. Ma ora passiamo ad un’ultima domanda che mi incuriosisce molto: qual è la sua invenzione preferita? In questo caso penso che ci sia l’imbarazzo della scelta…

R: In realtà ho un’invenzione preferita: il telescopio! Anche se ho preso spunto dagli olandesi, io ho migliorato questo oggetto, facendone un telescopio. E con il telescopio sono stato il primo a vedere la luna come è in realtà: sono davvero orgoglioso di questa invenzione!
D: Anche tutti noi lo siamo di lei! La ringraziamo molto per essere stato con noi!

R: E’ stato un piacere! E adesso che abbiamo finito, mi può dire qualcosa di questa famosa rete, di internet…

D: Certo, ora le spiego!

“Nella scuola foresta…”

Poesie e animali della classe 1 A

di Angela Rebecchi

25/2/2021

La nostra classe ha lavorato, in questi mesi, sul rapporto uomo – animali, affrontando tanti aspetti di questo interessante argomento. Nelle scorse vacanze di Natale, la nostra prof. di italiano, come compito, ci ha assegnato l’invenzione di poesie che prendessero spunto da quelle di un noto scrittore: Roberto Piumini. Noi, con tanta fantasia, abbiamo cercato di rappresentare la nostra scuola e alcuni nostri compagni nella natura e in poesia. Ecco alcuni dei nostri testi.

Nella scuola palude                                           

c’è una ragazza zanzara 

ti riempie di domande 

ma quando studia è una cosa  rara.

Nella scuola-bosco

c’è un bambino lupo:

quando prende brutti voti 

è molto cupo.

Nella scuola deserto 

c’è un bimbo cammello 

che esce dall’aula 

e gioca col bidello.

Nella scuola foresta

c’è un bimbo orango 

che gioca tutto il giorno

e si rotola nel fango.

Nella scuola-prato

c’è un bimbo leprotto:

che saltella nell’erba                             

anche se piove a dirotto.

Disegni di Diego Barilati

L’uomo e gli animali

Un’amicizia antica e sempre nuova

di Luca Dantoni

22/2/2021

Sin dall’antichità, i migliori amici dell'uomo sono stati gli animali. Gli uomini primitivi li cacciavano per sopravvivere, finché capirono che era meglio allevarli, per avere una risorsa alimentare a portata di mano. Nel corso dei secoli, la considerazione dell’animale è mutata notevolmente: pensiamo agli Egizi, che veneravano alcuni animali come divinità; nella religione induista ancora oggi la mucca è sacra. Molti animali, nella società contemporanea, soprattutto i cani, aiutano l’uomo, come ad esempio i cani da salvataggio, i cani molecolari, che ritrovano le persone scomparse, i cani antidroga e i cani antiesplosivi. La scienza ha dimostrato che alcuni animali possono essere considerati anche una terapia, conosciuta con il nome di “pet-therapy”, a favore di persone malate e anziani soli. 
 disegno di Diego Barilati

Parlando tuttavia del rapporto tra uomini e animali, si possono trovare anche aspetti negativi. Il pelo di molti animali, soprattutto di quelli appena nati, viene utilizzato per produrre pellicce di un certo valore, che vengono vendute e producono profitto (la vita di uno scoiattolo vale 80 centesimi). Esiste inoltre un reato molto grave e punibile dalla legge: è il bracconaggio, chiamato anche caccia di frodo. Gli animali cacciati, vengono catturati nelle foreste, nei boschi e nelle savane, grazie a trappole e reti. Vengono infine venduti, torturati o anche ammazzati. Le Guardie Forestali e altre Forze dell’Ordine stanno cercando di fermare questo traffico illegale di animali, soprattutto da quelli in via d’estinzione. Ci sono anche animali sfruttati nei circhi che vengono utilizzati per il divertimento del pubblico, anche se la maggioranza degli spettatori, oggi, preferirebbe assistere a spettacoli di trapezisti, giocolieri, maghi e presentatori. 
L’altro giorno, riflettendo, ho pensato: “Come ci sentiremmo se gli animali ci trattassero male come molti uomini trattano loro? Ogni specie ha i suoi diritti che vanno rispettati.” Anche a me piacerebbe avere un animale da curare con il quale giocare. Vorrei un labrador dal pelo castano e a tratti castano scuro, con quegli occhi marroni che attirano ed è come se ti parlassero; mi piacerebbe averlo con orecchie grandi, che quando si raddrizzano sembra che diventi più alto ed elegante e la coda lunga di un color miele. Lo vorrei simile a quello del mio vicino di casa, che da piccolo era grande come un batuffolo di cotone, mentre adesso, se si alza su due zampe è alto come me. Nel fare del male ad un  animale non ci si guadagna niente, anzi si perde e basta: curiamoli, aiutiamoli e rispettiamoli, come loro fanno con noi.

Ritorna “#Io leggo perché…”

a cura della redazione

21/11/2020

Dal 21 al 28 novembre 2020, ritorna l’iniziativa nazionale “#Io leggo perché…”: se regalate un libro alle scuole del territorio, gli editori raddoppieranno la donazione. Facciamo crescere la passione!

Aspettando… la festa di compleanno di Gianni Rodari

a cura della redazione

21/11/2020

Il giorno 28 novembre, all’interno della manifestazione “#Io leggo perché”, si terrà una festa per celebrare il centesimo compleanno di Gianni Rodari.

I ragazzi al lavoro per l’allestimento dell’evento

I ragazzi delle classi seconde stanno preparando un momento di lettura di testi di Rodari e di lavori prodotti da loro stessi, per i loro compagni delle classi prime. Allestiranno quindi uno spazio nel cortile della scuola secondaria “G. Mazzini” per realizzare l’evento.

14 Settembre 2020: ritorniamo tra i banchi in sicurezza

Alcuni compagni hanno provato a raccontare con un video le semplici ma importanti regole per ripartire in sicurezza, insieme. Ci vediamo il 14 settembre!

a cura della redazione

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